QUINDICI PUNTI SU CUI RIFLETTERE!

“La persona più infelice di questo mondo è l’alcolista cronico che è sempre assillato dal desiderio di godere la vita così come essa era prima, mentre ora non riesce più ad immaginarla senza alcool. Egli ha l’angosciosa ossessione di potersi controllare, come per una specie di miracolo. “          

                                                                                    

“Ricordati sempre che hai avuto la fortuna di individuare la natura del tuo male prima che fosse troppo tardi.”

“E’ naturale e inevitabile che per un periodo di tempo (che può essere anche lungo) incorrerai saltuariamente in queste esperienze:

  1. a)Il cosciente, assillante desiderio di bere;
  2. b)L’improvviso, insopprimibile impulso di bere, anche solo un bicchiere;
  3. c)Un lancinante desiderio non per il bicchiere in se stesso, ma per il calore e il conforto che un bicchiere o due ti davano una volta.”

“Ricorda che quando non desideri bere quello è il momento opportuno per rafforzare la tua decisione di non bere quando ne avrai voglia.”

“E’ necessario non permettere mai a se stessi, nemmeno per un momento, di pensare: “E’ un’ingiustizia che io non possa bere un bicchiere come tutte le altre persone cosiddette normali”.

“Non permettere mai a te stesso né di parlare del piacere reale o immaginario che ti dava una volta il bere, né di pensarci.”

“Non permettere a te stesso di pensare che un bicchiere o due miglioreranno una determinata situazione. Bisogna invece tenere presente che:”Un bicchiere farà precipitare la situazione, perché un bicchiere significa precipitare nell’ubriachezza”.

“Ridimensiona la tua situazione e pensa, quando incontri un cieco o una persona gravemente minorata, quanto sarebbero felici se il loro problema potesse essere risolto, anche a prezzo di qualsiasi sacrificio. Pensa quanto più semplice è il tuo problema, dal momento che si può risolvere, e solamente rinunciando al primo bicchiere, oggi”.

“Coltiva in te stesso un senso di gratitudine:

-        gratitudine perché c’è A.A. per aiutarti e perché l’hai conosciuta in tempo;

-        gratitudine perché sei solo la vittima di una malattia chiamata alcolismo e non sei un degenerato, o un immorale senza volontà o un pazzo;

-        gratitudine perché dal momento che altri lo hanno fatto non c’è ragione perché non possa riuscirci anche tu.”

“Non dimenticare mai che quando il cuore è pesante, quando la forza viene meno e sei preoccupato e confuso, è un grande conforto avere vicino un amico sincero e comprensivo. Un amico così tu lo puoi trovare in A.A.”.

tratto da:Opuscolo -Quindici punti su cui riflettere ! pag,2-3-4-5-6image